La vita online post mortem: profili e criticità dell’eredità digitale.
Ogni volta che si sceglie di caricare, condividere, comunicare, archiviare online e offline i propri contenuti si alimenta il proprio patrimonio digitale ossia quell’insieme di beni digitali (ad esempio: account, immagini, video, compravendite online, software, criptovalute, etc…) di cui il defunto aveva titolo pieno e assoluto in vita.

La giurisprudenza si è storicamente dilungata in maniera approfondita a regolare le sorti dei beni dopo la morte del titolare facendo delle successioni una vera e propria branca del diritto. Per l’esistenza digitale, al contrario, non esiste ad oggi nessuna disciplina che possa definirsi univoca e approfondita. Il tema, eppure, resta centrale e quotidiano e la mancanza di regolamentazione consolidata cogente crea una zona d’ombra difficilmente superabile.
A fronte della materia in continua evoluzione e della mancanza di una disciplina nazionale e transnazionale solida e univoca, il Consiglio Nazionale del Notariato ha stilato delle linee guida su come gestire il patrimonio digitale e i beni che lo compongono.
1- E' importante prevedere in vita il passaggio della propria eredità digitale, sia che esse si trovino online o in offline, sia che siano conservate su supporti fisici o meno. Redigere testamento non è l’unica soluzione praticabile, ma si attesta la più diffusa, soprattutto se i beni digitali interessati hanno valore economico.
2- Bisogna tenere in considerazione che le credenziali di accesso di account, siti, social e piattaforme digitali pur non facendo parte del patrimonio digitale, sono indispensabili per poter disporre del patrimonio stesso. È fondamentale quindi redigere istruzioni e affidare le credenziali a persone di fiducia, al fine di garantire l’accesso post mortem ai soggetti autorizzati. Attenzione però, la sola condivisione verbale o scritta con altri non è sufficiente per autorizzare i prescelti ad accedere alle informazioni del defunto, è necessario infatti disporne ufficialmente tramite testamento.
3- Tutelare i beni digitali aventi valore economico conservando le prove di titolarità degli stessi. Rivendicare diritti, in assenza di documentazione scritta che ne attesti la reale titolarità, spesso costringe a lunghi contenziosi con gestori internazionali assai poco inclini a concedere accessi dispositivi ai propri servizi senza l’esibizione di evidenze documentali. L’individuazione di contatti eredi, in questo caso, è una congrua soluzione per evitare tali problematiche.
In conclusione, la legge non si occupa di disciplinare l’ambito e il perimetro di disposizione dell’eredità digitale, è perciò di fondamentale importanza regolarne il lascito in vita.
Avv. Giacomo Graziano











